The Way They Were. Portraits & Stories from the 20th Century

Giuseppe Pino

€ 50,00

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ISBN: 9788862083416

Colpisce subito in The Way They Where il fatto che la copertina del volume non riporti nè il titolo nè il nome di Giuseppe Pino, il fotografo che ne è l'autore. I dati compaiono sulla costa per dare agio all’osservatore di ammirare l’immagine di copertina che sembra smentirne il contenuto. Se questo infatti,  è indubbiamente un libro di ritratti, la cornice sorretta da tre mani è vuota, come fosse disposta ad accettare i tanti volti dei personaggi che hanno posato davanti all’obiettivo del fotografo. Così si viene subito  a conoscenza del carattere di Pino, che ama in egual misura l’ironia, l’enigmistica e il surrealismo, tanto da immaginare che anche un libro fotografico come questo possa condurre, con una copertina carica di suspence da film giallo, all'arresto del colpevole nelle pagine interne.

Il titolo evoca quello del film diretto da Sidney Pollack nel 1973, e se The Way We Where è diventato The Way They Where, è perchè si allude ai tanti personaggi che sono passati davanti all’obiettivo del fotografo in oltre trent’anni di attività. I ritratti sono stati raggruppati non in categorie, ma all’interno di capitoli che già nei titoli spesso enigmatici o spiazzanti – No title, How many?, Why?, Colored little pencils – fanno intuire la volontà di accostamenti creati per analogie, sottrazioni, richiami, allusioni. Il volume, comprendente centocinquanta immagini, prevede anche una divertente appendice in cui Giuseppe  racconta in prima persona, con pregevole ironia, gli aneddoti spesso sorprendenti che hanno accompagnato gli incontri con i personaggi che ha incontrato sui set per ritrarli.

Nato a Milano da un cocktail di sangue siciliano, svizzero e francese, Giuseppe Pino si è fatto conoscere nel mondo per la profonda frequentazione, dal 1960 e per una ventina di anni, del mondo jazzistico. Molti dei ritratti dei grandi interpreti di questa musica, come quelli di Miles Davis, sono diventati vere e proprie icone del personaggio. Pur avendo preferito realizzare pochi libri e poche mostre sempre molto accurate, ha goduto di una grande e costante stima fra gli addetti ai lavori e i colleghi, soprattutto americani. Prova di tutto ciò sono state: la pubblicazione da parte di Andy Warhol del suo ritratto di Raffaele Carrieri su Interview, come apertura della serie Modern Masters, gli special sui grandi della Pop Art vent’anni dopo Ugo Mulas e presentata su Vogue, l’invito alla Smithsonian Institution di Washington per una conferenza sulla filosofia del ritratto, primo europeo fra  nomi come Arnold Newman e James Van Der Zee, l'Atget di Harlem. Non ultima, la mostra sui grandi del jazz esposta in Francia accanto ai quadri di Henri Matisse, molto appassionato di quella musica.
lingua:English pagine: 288 illustrazioni: 250 rilegatura: cartonato uscita: febbraio 2014
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