Raptus
Marcello Maloberti
978 88 6208 105 4
pagine: 178
illustrazioni: 150
rilegatura: brossura
uscita: aprile 2009
ShareThis
vedi anche:
-
Una personale a cura di Alessandro Rabottini, alla GAMeC di Bergamo fino al 17 maggio
-
Il 15 luglio alle 18 allo spazio Kaleidoscope a Milano sarà presentato Raptus, il libro di Marcello Maloberti pubblicato da Damiani in occasione dell'omonima mostra alla GameC di Bergamo
|
Questo libro è il frutto della collaborazione tra l’artista Marcello Maloberti, il curatore Alessandro Rabottini e il designer Alessandro Gori, ed è edito in occasione di Raptus, la mostra che la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ha dedicato all’artista (Codogno – Lodi – 1966, vive e lavora a Milano). La mostra è la più grande personale che un museo italiano ha allestito sul lavoro di Maloberti, e questo libro che l’accompagna raccoglie all’incirca gli ultimi otto anni della sua produzione artistica, oltre a contenere le immagini della mostra stessa.
Il lavoro di Marcello Maloberti è complesso, a volte sfuggente, e disorienta nel suo essere felicemente disordinato, eterogeneo e imprevedibile, proprio come la vita che cerca di portare al suo interno. Il suo è un mix giocoso e bizzarro di molteplici mezzi espressivi, che spaziano dall’installazione alla performance, fino a includere la fotografia, la scultura, il collage, il disegno e il video. Marcello Maloberti va incontro alla realtà con l’energia appassionata di chi dice di sé: "Assorbo tutto quello che mi circonda senza filtro, senza mezzi termini. Mi piace pensarmi a più voci, essere una moltitudine".
Oltre a una ricchissima selezione di immagini a colori che documentano la varietà e il carattere poliedrico del lavoro di Maloberti, il catalogo contiene testi di Alessandro Rabottini (capo curatore della GAMeC di Bergamo e curatore della mostra), di Sabine Folie (Direttrice della Generali Foundation di Vienna) e di Martin Herbert (European Editor di Modern Painters). Ciascun testo indaga la complessità culturale dell’universo creativo di Maloberti, i suoi legami con un immaginario tutto italiano che corre da Federico Fellini a Pierpaolo Pasolini, l’attualità della sua relazione con il paesaggio umano delle metropoli, la continuità con la tradizione dell’happening e del teatro d’avanguardia. A completare questo ritratto collettivo dell’artista, una lunga conversazione tra Marcello Maloberti e Caroline Corbetta (critica e curatrice indipendente), in cui trova voce non solo la vivacità dei suoi riferimenti culturali, ma anche l’insieme delle emozioni che nel suo lavoro trovano espressione. Quello di Maloberti è un mondo dove la violenza convive con la tenerezza, e dove la banalità, la poesia, la gioia e la solitudine stanno insieme, come "forme tra le forme".
|